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Messaggio augurale  personale in occasione della Pasqua

  • L’incontro con Gesù risorto non è facile. Gli apostoli passano da un atteggiamento all’altro: stupiti, spaventati, turbati, una grande gioia…..ma era difficile credere. Credono di vedere un fantasma. Non è facile credere per chi ha visto Gesù catturato, condannato, messo a morte sulla croce.

Vedere Gesù risorto è troppo bello perché possano crederci subito. Comunque Gesù non fa delle sue apparizioni un momento di revival, di ritorno al passato, a ciò che hanno vissuto insieme. Il gruppo degli apostoli non può diventare uno di quei gruppi che, di tanto in tanto, si ritrovano per una cena a rinvangare i ricordi del tempo passato. Tutt’altro, una volta che li ha convinti della sua risurrezione , Gesù li spinge decisamente in avanti perché la sua passione, morte e risurrezione è un compimento: c’è un progetto che si è realizzato e questo progetto non si ferma qui.

  • Ad essi, quindi, la missione di predicare a tutte le genti “ il suo vangelo di amore, di solidarietà e di conversione per il perdono dei peccati”.

Ma…ne saranno capaci questi uomini fragili che sono tutti scappati via al momento della cattura di Gesù? Il compito è troppo grande perché possano farcela solo con le loro forze. Per questo viene donato loro lo Spirito Santo, perché li guidi, li sostenga, infondi loro coraggio ed energia. La strada, però, non dovranno dimenticarlo, è la stessa di Gesù: è fatta di passione, morte e risurrezione. Non è una strada trionfale, un percorso in discesa in cui raccogliere solo onori.

  • A questo punto, urge fermarsi un attimo e riflettere, perché anche oggi, a distanza di duemila anni, noi che ci professiamo cristiani, corriamo il rischio che l’incontro con Gesù sia l’incontro con un fantasma, con il Gesù che ci siamo fabbricati a nostro uso e consumo. E invece, anche per ciascuno di noi il Cristo risorto ha in serbo una missione.
  • Egli continua a chiederci di essere suoi autentici e coraggiosi discepoli.

Non possiamo, perciò, rinchiuderci in un cantuccio caldo, insieme a pochi intimi, per la paura di affrontare il mare aperto della vita, nella realizzazione della sua missione nelle nostre famiglie,  tra i nostri amici, nel nostro posto di lavoro, nelle nostre comunità, nelle nostre parrocchie e tra coloro che sono nel bisogno fisico e morale.

Celebrare la Pasqua, oggi, non può limitarsi a narrare le vicende della risurrezione di Cristo in quella fredda domenica mattina, ma renderlo  vivo e presente, in questa nostra società tormentata.

Coraggio!  Non siamo soli.
Il  Risorto è al nostro fianco.
Buona Pasqua.

                                                                        P. Savino

 

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