PICCOLA MISSIONE PER I SORDOMUTI
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Roma 25 aprile 2009
Cara e Reverenda Madre Licia,
Un’altra consorella della Piccola Missione é andata al cielo, dopo tanta sofferenza sopportata con serenità e nel lavoro apostolico fino all’ultimo.
Mentre eravamo in viaggio sull’altipiano dell’Anatolia, verso Iconio e la Cappadocia, due messaggi sms ci hanno raggiunto:
“Sr Elena sta male ora è operata d’urgenza preghiamo madre Orsola” (18 aprile ore 11,10).
“Sono Sr Licia, padre, Sr Elena è andata in cielo. Pregate per lei” (19 aprile ore 15,38).
La nostra risposta:
“Costernati e addolorati vi siamo vicini con l’affetto e con la preghiera. Sr Elena raggiunga in fretta il regno preparato per i giusti e per gli operatori della carità. P Vincenzo e tutto il gruppo” e subito nel pullman abbiamo iniziato a “pregare” il santo rosario per Suor Elena.
Anche stavolta, come per la morte di P. Profico (nell’agosto 1990 ero nelle Filippine), non ho potuto partecipare ai funerali di Suor Elena a Giulianova, pur desiderandolo molto. Suor Gabriella Di Serafino ed io, con i sordi pellegrini in Turchia sulle orme di San Paolo, abbiamo pregato per lei con voi.
Ora, con queste brevi parole, desidero ancora associarmi al dolore della vostra comunità, ricordando fra l’altro che Sr. Elena Di Serafino, P. Antonio Profico ed io siamo cugini di secondo grado, e quindi il dispiacere tocca me e anche i miei parenti.
Ci siamo passati anche noi confratelli su questa via del dolore, e più volte recentemente come voi; capisco perciò il vostro stato d’animo e la sofferenza per la grande perdita; ma ricordiamo che per noi cristiani non é una perdita, é solo una separazione…un’altra stella s’accende per noi in cielo.
La fede ci sostiene con la convinzione che “la vita non é tolta ma trasformata”. Abbiamo celebrato da poco la Pasqua del Signore e per mezzo “suo sono state fugate le tenebre della morte, la vita é data a tutti, le porte del cielo si sono spalancate. Alleluia”.
Questo ci aiuta ad accettare la volontà di Dio, anche se il distacco da una consorella resta pur sempre uno strappo doloroso.
Tuttavia Suor Elena, purificata dal dolore e dopo tanti anni di coscienzioso e direi puntiglioso lavoro per l’evangelizzazione delle persone sorde, adesso la vogliamo pensare in Paradiso, ad accrescere la già cospicua comunità “gualandiana” del cielo, a intercedere per la nostra “povera e piccola” Missione, perché il Signore della messe mandi nuove vocazioni entusiaste alle nostre due congregazioni.
L’esempio che ci lascia ci sia di stimolo.
Come dimenticare il suo instancabile impegno nell’organizzare e guidare le giornate di spiritualità per i sordi, la sua presenza nelle assemblee del Mas e nei vari pellegrinaggi a Lourdes? Le sue due ultime fatiche sono state l’organizzazione del pellegrinaggio in Turchia “sulle orme di San Paolo” e in particolare la sua presenza attiva al raduno della Domenica delle Palme, il 5 aprile a Termoli, in cui assieme abbiamo guidato le riflessioni e la preghiera della via crucis “vivente”. “Mi ci viene da piangere” mi diceva.
Non è venuta con noi in Turchia perché per lei il Signore aveva preparato un viaggio misterioso verso il regno di Dio… a contemplare in Cielo il volto luminoso di Cristo risorto.
A noi invece il Signore dona ancora del tempo per essere fedeli alla nostra vocazione di cristiani e ai nostri doveri di persone consacrate, per fare ancora qualcosa di buono per Dio, per la Chiesa, per le nostre famiglie religiose, per i fratelli sordi e per quanti vivono accanto a noi.
Impariamo però la lezione e diamoci da fare per camminare con più convinzione verso la perfezione e la santità…perché può arrivare presto anche per noi la “chiamata”.
Ho offerto diverse sante messe in suffragio di Suor Elena e continuerò a pregare ancora perché essa viva nella gloria di Dio, e perché il Signore allevii il vostro dolore, al quale delicatamente mi associo.
La prego di estendere le mie condoglianze e quelle dei miei confratelli a tutte le consorelle: il Signore vi sia largo delle sue benedizioni, rafforzi in voi la speranza e vi inondi della luce della santa Pasqua.
Un abbraccio fraterno, unito alla mia benedizione sacerdotale.
P. Vincenzo Di Blasio, pms
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