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Passeggiata Silenziosa e Sotterranea nella Valmalenco

Offrire ai Sordi le visite ai luoghi d’interesse culturale che generosamente espone la Valtellina è un fiore all’occhiello per l’Associazione Amici e Volontari Sordi Valtellinesi. Non soltanto la simpatica Associazione ci accompagna a scoprire luoghi incantevoli e storici della Valtellina e delle sue minori ma seppur sempre bellissime Valli Montane e di organizzare attività ricreative ed in modo particolare sociale per i Sordi e loro familiari residenti nel contado di Morbegno ed oltre. Grazie dell’interessamento del sordo Emilio Masa di Lanzada (SO) il Comitato dell’Associazione Amici e Volontari Sordi Valtellinesi per il sabato del 10 luglio 2010 ha organizzato una visita guidata alla Miniera del Talco di Bagnada. La motivazione di quella visita alla celebre miniera è presto detto che il sordo Emilio Masa abitante vicino di quella miniera ed appassionato di minerali aveva un padre che lavorava lì come minatore, persino aveva una rispettabile parentela di minatori. Per meglio approfondire un po’ di tutto sulla storia, della geologia, dei minerali e del museo adiacente l’Associazione se premunita come interprete della lingua dei segni la suora Amanzia Giudice, molto nota da loro come ex maestra dell’Istituto dei Sordi di Sondrio, ahimè ormai da tempo chiuso dalla quale aveva insegnato per oltre trentanni molti sordi valtellinesi. Le guide locali della miniera Sergio ed Alfredo grazie dei suggerimenti dell’ottima suora Amanzia sono riusciti ad soddisfare un po’ nella comprensione i Sordi, visto che per loro è stata la prima volta di aver ricevuto una simile comitiva silenziosa, anzi di aspiranti minatori sordi! Infatti a veder loro nelle miniere sembravano che conoscevano già i luoghi, per quello non si perdevano nei cunicoli così interminabili (lunghi oltre dieci chilometri, ma l’escursione è stata di più d’un ora per un tratto di un chilometro circa). L’inizio della visita è cominciato con alcune spiegazioni presso un Museo Minerario e Mineralogico della Bagnada sulla ricchezza delle risorse della Valmalenco che ha attratto un ruolo importante nel giacimento dei svariati minerali per l’economia locale ed internazionale. Essa nel suo corso dell’attività a cominciare dalla fine del 1700 ha apportato molti cambiamenti d’estrazione con sofisticate tecnologie ma non ha mai dimenticato la memoria storica di quella vasta miniera cosi in parte dismessa per continuare sempre a testimoniare quegli avvenimenti storici, di minatori, soprattutto di uomini. Dopo alcuni spunti di teorie al museo, ci siamo recati per un ripido sentiero alla miniera; giunti sull’adiacente ingresso ci siamo premuniti di caschi, scarponi ed abbigliamenti pesanti (la temperatura all’interno è sempre sui sette gradi) ed entrati nei cunicoli abbastanza illuminati con torce. Girando per le viscere sempre in gruppi ogni tanto ci siamo soffermati a visionare alcuni strumenti in disuso come alcuni tratti di binari, di carri, di depositi (anche una finta Santa Barbara con micce, detonatori per i fuochisti), di giacigli, di ristoro, di strumenti perforanti manuali e ad aria compressa, di posti ricezione con due schermi giganti che hanno proiettato alcuni spezzoni di lavorazione remota e moderna, per minerali e macchinari di tramezzi, di scarico verso l’esterno. All’interno abbiamo potuto trovare molti svariati minerali, ma la maggior parte sono formati in strati di Talco grezzo ed friabile per cui dopo quella permanenza siamo finalmente usciti contenti e “borotalcati”. Nel tardo mezzodì ci siamo recati a Campo Franscia in un tipico ristorante a gustare, soprattutto a scoprire i sapori dei mangiari quasi perduti come i genuini Pizzoccheri ed abbondanti fette di Bresaola accompagnate con profumate scaglie di Grana. Nel tardo pomeriggio, pochi irriducibili hanno voluto recarsi alla Diga di Campo Moro ad un altitudine di oltre 2000 metri ad ammirare un panorama da mozzafiato, dove da lassù abbiamo scorto un artificiale laghetto che ha sommerso una chiesetta costruita in legno e mattoni da un sordo chiamato Robustelia Enrico come ci hanno raccontato gli amici Valtellinesi.
Del Grosso Giuseppe


Museo Minerario e Mineralogico di Bagnada (SO)


Camminata sul sentiero per la Miniera


Pronti ad entrare nella Miniera


Che frescura tra i visceri della Miniera


Accesso vietato al Campo Moro? No passano solo i nudisti.