I Capolavori di Francesco
Ogni qualvolta, tempo permettendo, anche in compagnia con qualcuno ci recammo a Marano Ticino, piccolo paese situato nella Provincia di Novara, poco distante dal fiume Ticino per trovare il caro amico Francesco Ardizzino.
È da mezzo secolo che conosciamo Francesco, anzi fin dai tempi che frequentavamo il Pio Istituto Sordomuti di Milano, dai quali eravamo compagni di scuola. I compagni di scuola e gli allievi dell’Istituto lo ricordano molto bene, è stato un ottimo scolaro, prima col suo maestro Don Emilio Puricelli dopo con quello delle medie professor Dossi Piero. I suoi meriti è di d’aver aiutato alcuni compagni a risolvere dei compiti di classe. Finite le scuole verso la sua maturità, per una forma di malattia rara ai suoi occhi era stato invano operato, ma col tempo ha cominciato a vedere sempre meno ottenendo un ridottissimo residuo di vista. Da quel periodo così semi buio era riuscito ad ottenere un’occupazione presso la Provincia di Novara, per poi sposarsi, avere un figlio, ed ottenere un congedo per sopraggiunti limiti di età riservato a quelli che hanno una alta percentuale di gravità. Da pensionato si offre come volontario nell’assistere altri sordi ciechi, dando lezioni d’artigianato come a costruire manufatti di cestelli, intrecci di vimini altri oggetti utili per la casa ed soprattutto si esercita come Tutor (è vice presidente della Lega del Filo d’Oro) andando in vari istituti come a Osimo, Lesmo, Milano e altri luoghi a dare anche delle relazioni sui problemi attinenti della cecità. Nel tempo libero si diletta in casa a costruire anche con mollette di legno (pinzette per stendere dei panni ad asciugare) molti oggetti anche in formato grande come aveva costruito la Torre di Pisa, una bellissima Chiesa, un cascinale, alcune caravelle, un presepio movibile, un campanile del suo paese dal quale è stato sovente volte premiato soprattutto dal suo paese. Negli ultimi due anni da quando aveva conosciuto l’amica Liliana ha momentaneamente smesso ed era stato con lei in giro per opere di bene ai ciechi e sordi; ora che la sua cara se ne è andata in cielo, malgrado lui si trova in compagnia dei suoi parenti più stretti. Sa usare un particolare computer che gli dà la possibilità di leggere con facilità i caratteri in formato grande, anche se è predisposto di un ingranditore e tra poco otterrà una tastiera in Braille. Ma il suo grande desiderio è di avere una sua simile compagnia dove poter trascorrere meglio la vita che oggi la trova così monotona.
Del Grosso Giuseppe

Un Cascinale.

Una Chiesa con la Caravella.

Oggetti vari ed un Campanile del suo paese.

Altri oggetti vari e la Torre Pendente.

Da sinistra: Del Grosso Giuseppe, Ardizzino Francesco, Aimi Fabrizio di Mantova.
|