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Per gli ex allievi del Pio Istituto Sordomuti di Milano

Spulciando sulle pagine del Giulio Tarra dell’anno 1912 abbiamo trovato un articolo che avrebbe scritto il Rettore Mons. Pasetti:
La Nostra Bandiera
È bella e ci è molto cara. Essa ci accompagnerà dappertutto e ci richiamerà sempre la dolce figura delle anime gentili e generose che ce l’hanno regalata. Simbolo e ricordo, essa resterà nell’Istituto nostro, sventolerà sulle nostre teste giovanili, bella e ridente dinnanzi agli occhi nostri, nelle nostre gioie e nei nostri lutti. Essa è cosa tutta nostra; il nostro Istituto oggi si afferma e si sintetizza in un simbolo sacro di gioia e di speranza: noi la rispetteremo, sapremo farla rispettare. Quando monsignore ce la benediva e le caritatevoli gentili signore ce la regalavano, quando sventolava la prima volta nell’ampio cortile del nostro Istituto fra l’evviva entusiasta dei cuori e le note dell’inno della vittoria suonato dalla musica militare, noi sentivamo qualche cosa di grande agitarsi nell’animo nostro e ci sembrava di udire le sante parole: Ecco la vostra bandiera…vi sia segno ed invito a riprendere animo nel glorioso cammino del bene. La nostra bandiera è formata da un drappo coi colori d’Italia; nel centro in una bella cornice di ricamo e di oro e sullo sfondo di uno splendido tramonto orientale, spicca la maestosa figura del Redentore che tocca la lingua del mutolino evangelico mentre il labbro si schiude alla fatidica parola: effeta, parla. Due ricche stole d’azzurro carico e ricamate in oro ne costituiscono superbo ornamento e portano la scritta: Pio Istituto sordomuti poveri di Campagna – Milano. Terminano colla croce d’Italia la patria dei grandi, e collo stemma di Milano la città delle nobili iniziative e della carità inesausta. Nella bella alabarda di bronzo fuso, stanno incastonate in colore azzurro su uno sfondo bianco due grandi parole che racchiudono in sé tutto il nostro programma: Charitas e Scientia. La Carità dei maggiori che hanno ideato e realizzato la benefica istituzione, la carità dei benefattori che portano l’obolo pietoso alla santa redenzione, la carità dei generosi che con abnegazione ed entusiasmo schiudono alle bellezze della vita questi poveri infelici dispersi nel mondo ed insegnano loro a parlare e a divenire uomini. La Scienza che trasforma, redime, nobilita e crea… Ebbene noi ameremo sempre la nostra bandiera…essa ci ricorderà ogni giorno i nomi della Contessa Virginia Somaglia Dal Pozzo che le fece da madrina e delle signore che ce l’hanno regalata: Contessa Lavinia Taverna Boncompagni, Contessa Carlotta Paravicini Stanga, Contessa Orietta Borromeo Doria, Cont. Bice Greppi Belgioioso, Sig. Clara Steffi Spinelli, Contessa Paolina Giulini, Marchesa Ida Stanga Busca, Nob. Elisa Pini Romanengo, Sig. Maria Pirelli Sormani, Sig. Degli Occhi Maria De Veltz, Cont. Maria Taverna Stanga, Sig. Rosa Gavazzi Pirelli, Nob. Chiarina Pini, Sig. Cattaneo Giulia. La scena evangelica di Cristo che guarisce il muto – la carità divina che attratta dalla sventura maggiore e la benedice e la santifica, - il simbolo di un apostolato, grande e pietoso di pace e di sacrificio, - il significato di un programma sacro perché s’appoggia in Dio e prende vita da Lui per darsi interamente a chi è privo di tutto e soffre ed implora soccorso - sta bene nella vostra bandiera, sul tricolore d’Italia. Il rosso anima la nostra carità e la nostra azione a grandi cose e a nuovi entusiasmi; il bianco la purifica e la rende santa perché si compie nell’umiltà, il verde le dà la speranza di un avvenire più bello, più generoso più fecondo di bene.
Ora la nostra cara bandiera si trova in naftalina, piegata e riposta gelosamente con cura in una cassa di legno presso un locale dell’Amministrazione del Pio Istituto dei Sordi che purtroppo è rimasta per tanto tempo ferma chiusa come una colomba tarpata in una gabbia lontano dai venti lontano e dai profondi cambiamenti in atto e intanto trascorre di soppiatto oltre un secolo di vita ed attende con speranza che ognuno di noi tutti assieme la facciamola di nuovo sventolare.
Un ex allievo