DUECENTO SORDOMUTI SFRUTTATI: 7 CONDANNE
Sfruttavano 200 sordomuti bielorussi, rapinandoli del denaro ricavato vendendo 'peluchè ed altri gadget ai clienti dei ristoranti o sulle spiagge di Toscana, Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia. Con questa accusa sette russi sono finiti a processo a Firenze: il tribunale li ha condannati a otto anni di carcere per rapina. Prescritti i reati di sequestro di persona e associazione a delinquere. La vicenda risale al 2000. In un'indagine coordinata dal pm Paolo Canessa della Dda di Firenze, i carabinieri scoprirono un 'esercitò di circa 200 sordomuti bielorussi sparsi fra alcune regioni del centro-nord che erano costretti ad una particolare forma di elemosina: vendere gadget ai passanti, per una quota di almeno 3.000 lire a pezzo. Ai sordomuti veniva garantito il vitto e l'alloggio, ma il grosso del ricavato finiva nelle tasche dei loro sfruttatori. Alla fine del luglio 2000, nel porto di Livorno furono arrestati i russi ritenuti responsabili del 'racket'. L'operazione fu chiamata 'Brelok' (peluche); era partita nel 1999, quando alcuni sordomuti si confidarono con i carabinieri di Prato sulla loro situazione di sfruttati. Oggi il tribunale di Firenze ha condannato Boris Saratovkine, 49 anni di Mosca; Adranik Grigorian, 37; Roman Zekeev, 41, di Cebephar Ocetnr; Eduard Khaladjan, 48; Vladzimir Kasmachou, 37 di Mahileu; Serguei Olifir, 35, di Mosca, e Oleg Graz, 41, di Minsk. Dovranno anche pagare 3.000 euro di multa ciascuno. A pena espiata verranno espulsi dall'Italia.
17.11.2010 Fonte: Leggo.it |